TRIBUNALE DI FERRARA: SE C’È USURA, AZZERATI TUTTI GLI INTERESSI

Tribunale di Ferrara, Sez. Civ. 18/01/2017, n. 47/2017

Dott. A. Rizzieri

Si ringrazia l’avvocato Lorenzo Buldrini per la segnalazione della sentenza e la stesura della massima.

Tribunale di Ferrara sentenza n. 47/2017 pubbl. in data 18.01.2017 – Contratto di apertura di credito in conto corrente – usura originaria determinata includendo la CMS – esclusione degli interessi ex art 1815, II comma, c.c. – L. 108/96 

Il Tribunale di Ferrara, in relazione ad un rapporto di conto corrente di corrispondenza con concessione di credito e ad un conto anticipi fatture entrambi aperti nel 2008, ha ritenuto la sussistenza di usura contrattuale ed in applicazione dell’’art .1815 c.c.  ha eliminato tutti gli interessi applicati dalla Banca.

Il Giudice ha espressamente richiesto al CTU, ai fini dell’applicazione della normativa anti usura, di conteggiare interessi, CMS e spese collegate all’erogazione del credito.

La CTU ha accertato la pattuizione e l’applicazione di interessi usurai ed in ossequio al quesito posto dal Giudice, ai sensi dell’art 1815 c.c., II comma, ha ricalcolato il credito della Banca, revocando il decreto ingiuntivo e dimezzando la richiesta dell’Istituto di credito.

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Mutuo: nel tasso soglia anche i costi futuri e occasionali dell’operazione

Tribunale, Bari, sez. II civile, ordinanza 22/07/2016

L’ordinanza in commento conferma quell’orientamento giurisprudenziale secondo il quale, ai fini dell’accertamento dell’usurarietà di un mutuo deve aversi riguardo oltre che al tasso previsto per gli interessi moratori, anche di tutti gli ulteriori oneri connessi alla operazione di finanziamento.

Sul punto, cfr., Trib. di Bari, 5/7/2016 e Trib. Bari 1/12/2014; Trib. Torino, sez. I, 14/5/2015 e 10/6/2014; Trib. di Benevento, 30/12/2015, ord. n. 43, secondo cui “… l’interesse moratorio, al pari di tutte le altre voci di costo, viene in considerazione ai fini della valutazione dell’usurarietà del prestito già al momento della conclusione del contratto”.

In argomento, cfr., pure, Trib. di Milano, VI, sez. civile, n. 5279 del 28/4/2016, secondo cui “… il controllo dell’usurarietà degli interessi debba operare non solo con riferimento agli interessi corrispettivi, ma anche per quelli moratori. In sostanza, quindi, entrambe le tipologie di interessi potenzialmente potrebbero risultare usurarie, ma ciò dovrà essere valutato singolarmente per ciascuna categoria di essi, dal momento che, nel caso di inadempimento del debitore e conseguente decorrenza degli interessi moratori, questi si sostituiscono e non si aggiungono agli interessi corrispettivi”.

Il Collegio di Bari aderisce alla giurisprudenza di legittimità che ha precisato che, ai fini della determinazione del tasso usurario, il raffronto col tasso soglia va fatto riguardo agli interessi promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo anche di interessi moratori (Cass. nn. 602 e 603 del 2013; Cass. n. 350/2013; Cass. n. 5286/2000; Cass. n. 14899/2000; Cass. n. 5324/2003).

L’ordinanza in commento conferma, altresì, la rilevanza della c.d. commissione per l’estinzione anticipata nella rilevazione del TEG, alla luce del dettato normativo di cui alla L. n. 108/96 che intende assicurare “una copertura completa dall’usura, estesa a tutti i costi dell’operazione di credito: dai costi immediati a quelli procrastinati, da quelli ricorrenti a quelli occasionali”.Il superamento del tasso soglia comporta, ai sensi dell’art. 1815 co. 2 c.c., non solo la nullità della clausola con la quale sono stati convenuti gli interessi, espressamente comminata, ma anche la sanzione civile della gratuità del contratto, non essendo dovuti interessi tout court. Nella fattispecie in esame, in base ai principi sopra riportati, il Collegio ha respinto il reclamo proposto dalla banca ai fini della revoca dell’ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del mutuo impugnato con l’opposizione a precetto.

BUON NATALE

 

7626-9776

 

 

 

 

 

NATALE (Lucia Porfiri)

Si avvicina il Natale,
nell’aria si respira un profumo di gioia e di amore.
Se ti guardi intorno non vedrai che serenità!

Ma…cosa succede?
Là in quel piccolo paese non c’è gioia!
C’è solo dolore, gente che soffre, gente che muore…

E là? Guarda là! C’è solo indifferenza,
in quel paese alle persone non importa nulla del Natale!
Troppa gente soffre, troppa gente non sa!

E’ Natale, cerca anche tu di portare pace e amore…
…dove ci sono guerra e odio.

Che succede se Equitalia non trova beni da pignorare?

Ho ricevuto diverse cartelle esattoriali da parte di Equitalia, ma sono nullatenente e non ho intestata alcuna casa, auto; inoltre il conto corrente è sempre in rosso. Cosa mi può succedere?

 

Equitalia gode di particolari poteri quando si tratta di pignoramenti nei confronti dei contribuenti.

In generale possiamo dire che l’Agente della riscossione effettua il pignoramento con modalità diverse a seconda del bene da pignorare:

 

– nel caso di bene mobile presso il debitore: l’ufficiale della riscossione effettua il pignoramento oralmente, fornendo poi un verbale delle operazioni;

 

– nel caso di un bene mobile presso terzi (come il denaro in un conto corrente o che il datore di lavoro versa mensilmente al dipendente, o che l’Inps versa al pensionato): il pignoramento si perfeziona notificando l’atto stesso di pignoramento al terzo e al debitore, senza bisogno di passare davanti al tribunale, in una udienza di assegnazione delle somme (così come, invece, succede in tutti i casi in cui il creditore è un privato);

 

– nel caso di un bene immobile: il pignoramento si perfeziona notificando l’atto al debitore titolare del bene.

 

Se l’ufficiale della riscossione non individua alcuno dei predetti beni pignorabili, o se le cose e i crediti pignorati o indicati dal debitore appaiono insufficienti a soddisfare il credito, Equitalia potrebbe – sulla base delle nuove disposizioni inserite nel codice di procedura civile dall’ultima riforma della giustizia [1] – accedere in via telematica, e dietro autorizzazione del Presidente del Tribunale, alle banche dati delle pubbliche amministrazioni (cosiddetta Anagrafe tributaria) per ricercare beni da pignorare.

 

Tale ultima soluzione, tuttavia, è poco probabile perché Equitalia dispone già di poteri ispettivi e di indagine (anche valendosi della collaborazione con la guardia di finanza) nella fase preliminare al pignoramento. E quindi è lecito pensare che essa arrivi all’esecuzione ben consapevole di ciò che potrà acquisire o meno.

 

Ricordiamo, infatti, che in caso di mancato pagamento da parte del contribuente di importi da riscuotere tramite ruolo (cartelle esattoriali) complessivamente superiori a 25.000 euro, i dipendenti dell’Agente della Riscossione possono effettuare accessi, ispezioni e verifiche, se autorizzati dal direttore generale dell’Agente stesso [2].

 

Equitalia può esercitare però detti poteri nei confronti di soggetti esercenti attività di impresa oppure attività di lavoro autonomo, ed allo scopo di acquisire copia della documentazione utile all’individuazione dell’importo di crediti di cui i debitori morosi sono titolari nei confronti di terzi.

 

Ciò non significa che l’Agente della Riscossione sia tenuto ad effettuare gli accessi nei confronti di tutti i contribuenti. Sarebbe materialmente impossibile. L’attività verrà effettuata previa selezione dei contribuenti ritenuti di maggiore interesse nei confronti dei quali utilizzare gli accessi secondo parametri di valutazione come, ad esempio, l’individuazione di profili di rischio elevati.

 

L’Agente per la riscossione può effettuare l’accesso solo dopo il mancato pagamento del contribuente e, dunque, solo dopo che è decorso il relativo termine che decorre dall’avvenuta notifica della cartella di pagamento (60 giorni).

 

Tasso Usura: si aggiungono anche le penali di estinzione anticipata e di risoluzione per inadempienza, al fine di calcolare se il tuo Mutuo è in usura

Per la determinazione dell’usura nei contratti di mutuo deve essere considerata anche la penale di estinzione volontaria anticipata e la penale di risoluzione per inadempienza, come potrete vedere dalle sentenze che seguono.

Rimborsare anticipatamente il mutuo, tutto o in parte, è un’ipotesi da valutare molto importante, visto che comporta il risparmio di tutti gli interessi non ancora maturati.

Affermando ciò, è importante, però, fare delle considerazioni e tenere conto della penale di estinzione anticipata. Ovvero una percentuale, stabilita antecedentemente nel contratto di mutuo, da commisurare alla somma se questa viene anticipatamente estinta.

Fanno eccezione i mutui esentati per legge dall’applicazione della commissione di anticipata estinzione. Il Decreto Legge n° 7 del 31 gennaio 2007 (cosiddetto Decreto Bersani convertito nella Legge n° 40 del 2 aprile 2007) stabilisce infatti la nullità di qualsiasi clausola che la preveda, a condizione che:

  • il contratto di mutuo sia stato sottoscritto dal 2 febbraio 2007 in avanti;

  • il finanziamento venga richiesto da persone fisiche ai fini di acquisto o ristrutturazione di immobili adibiti ad abitazione (o allo svolgimento di attività economiche e professionali).

Lo stesso Decreto stabilisce, inoltre, un limite massimo per le penali di estinzione dei contratti di mutuo (stipulati fino al 2 aprile 2007) ai fini dell’acquisto o ristrutturazione di un’abitazione o di un’unità destinata allo svolgimento della propria attività economica o professionale.


Mutui a tasso variabile

La penale cambia in funzione del momento in cui si procede all’estinzione:

  • Prima del terz’ultimo anno: 0,50%

  • Durante il terz’ultimo anno: 0,20%

  • Negli ultimi due anni: nessuna

Esiste inoltre la cosiddetta “clausola di salvaguardia” che interessa i contratti in cui la penale risulta pari o inferiore al limite massimo. In tali casi si avrà diritto ad uno sconto dello 0,20% rispetto a quanto concordato con la banca in origine.

Mutui tasso fisso
Se stipulati fino al 31 dicembre 2000, valgono i criteri specificati per i mutui a tasso variabile.
Con i finanziamenti contratti dal 1° gennaio 2001, le penali sono invece le seguenti:

  • Durante la prima metà del mutuo: 1,90%

  • Dalla metà del rimborso al quart’ultimo anno: 1,50%

  • Durante il terz’ultimo anno: 0,20%

  • Negli ultimi due anni: nessuna

Se il contratto di mutuo originario prevede già una penale uguale o inferiore ai limiti sopra indicati si potrà sfruttare la “clausola di salvaguardia”. Essa stabilisce una riduzione dello 0,25% nel caso di penali contrattuali uguali o superiori all’1,25%. Lo sconto si riduce allo 0,15% con penali inferiori all’1,25%.

Mutuo a tasso misto
Se al momento dell’estinzione è in corso l’ammortamento a tasso variabile valgono i limiti applicati ai mutui a tasso variabile, mentre se si sta rimborsando a tasso fisso bisognerà fare riferimento ai criteri stabiliti per tale modalità. Nel caso di contratti a tassi miscelati le distinte quote di debito sconteranno il trattamento rispettivamente destinato alle due formule.


Ecco, infine, l’elenco di tutte le
sentenze che sino ad oggi risultano favorevoli al cliente in tema di estinzione anticipata e risoluzione per inadempimento del cliente.

  1. Ascoli Piceno, 13.10.2015

  2. Bari, 12.12.2014

  3. Bari, 17.06.2015

  4. Bari, 01.09.2015

  5. Bari, 01.12.2015

  6. Bari, 12.01.2016

  7. Pescara, 28.11.2014

Infine, quella ritenuta da molti come la più importante risulta essere: Cassazione Penale 28928/2014

Le denunce di usura bancaria, un fenomeno in crescita: erano state 300 (circa) nel 2014 e sono diventate 710 nel 2015 (dati Min. Interno)

Nella relazione del Commissario antiracket, relativa all’attività degli uffici delle Prefetture preposti alla valutazione delle richieste di accesso ai benefici previsti dalla legge per chi denuncia le attività estorsive e gli usurai 1 e pubblicata nel sito del Ministero dell’interno, viene annualmente indicato il numero complessivo delle istanze presentate; chi presenta queste istanze (sia relative all’estorsione che all’usura) ha diritto anche alla sospensiva del termini pregiudizievoli prevista dall’art. 20 della legge 44/99, che viene rilasciata dalle procure competenti, previa presentazione alla prefettura della
richiesta di accesso ai benefici, da parte dei soggetti aventi titolo e nei termini di legge.
Indirettamente tale dato indica anche il numero delle denunce, poiché ad ogni istanza dovrebbe corrispondere una denuncia presa in considerazione dall’autorità giudiziaria, considerato che uno dei requisiti per accedere ai benefici è per l’appunto, quello di risultare “persona offesa” dal reato di estorsione (art. 629 c.p.) o da quello di usura (art. 644 c.p.), ovvero chi chiede i benefici dev’essere in grado di allegare all’istanza un certificato ex art. 335 c.p.p. che attesti questa situazione. Nel corso del 2015, secondo la Relazione, datata 19 febbraio 2016, firmata dal dr. Santi Giuffrè, sono pervenute al Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, 1309 istanze, di cui 230 per elargizione (danni da estorsione) e 1.079 per mutui (danni da usura) di cui: 710 relative all’usura bancaria, 46 relative all’usura di Equitalia e le restanti 323 per usura non bancaria.
Nel 2014 secondo la Relazione annuale del Commissario antiracket del 27 gennaio 2015, le richieste di intervento a sostegno di chi denuncia estorsioni ed usura erano state in totale 873 (213 per estorsione e 660 per usura); come si vede, nel 2015, il numero di richieste art. 20 legge 44/99/ denunce per usura è aumentato di oltre il 40%.
Per il Commissario Santi Giuffrè “il numero accresciuto di istanze risulta “dopato” dalle richieste presentate nelle ipotesi rientranti nella c.d. usura bancaria, sicuramente di gran lunga maggiori.
La relazione del Commissario del 2014 non distingueva infatti tra usura bancaria e non, ma presumendo, visti i dati del 2015, che le denuncia relative alla seconda ipotesi (usura non bancaria) siano poco meno di quelle presentate lo scorso anno, è evidente che già nel 2014 erano state presentate oltre 300 denunce per usura bancaria / Equitalia, per cui risulta che le denuncia di questo tipo già nel 2014 erano i tre quarti delle 405 denunce per usura complessivamente presentate, che risultano all’ufficio statistico del Ministero dell’Interno.
Per il momento non sono noti i dati relativi alle richieste di elargizione collegate a denunce di estorsione giudiziaria, conseguenti alla riscossione forzata dei crediti usurari delle banche che, come risulta da notizia di stampa, sono state sicuramente presentate negli anni scorsi.
Il comportamento tenuto dai legali rappresentati della banca e dai loro avvocati, nei procedimenti giudiziali diretti alla riscossione forzata di un credito usurario / indebito, se non rientra nella fattispecie della tentata estorsione / concorso, visto il duplice momento consumativo del reato di usura non può certo essere considerato penalmente lecito e pertanto potrebbe configurare quantomeno il reato (sussidiario) di truffa / frode processuale, ovvero l’inganno del giudice della causa ordinaria (nell’opposizione al decreto ingiuntivo) o di quello dell’ esecuzione / fallimento, in merito all’effettiva consistenza del credito vantato dalla banca.
Si è spesso verificato (soprattutto nei casi di decreti ingiuntivi relativi saldi passivi di conti correnti nati negli anni 80/90) che la banca, pretesa creditrice, risulti essere, al termine dei procedimenti civili, debitrice; in questo caso la banca agisce (tramite i funzionari e gli avvocati) per riscuotere la somma di danaro indicata negli atti (titoli esecutivi), indubbiamente con inganno, attuato alterando dolosamente la documentazione allegata agli atti processuali (la prova del credito).
Questo illecito potrebbe configurarsi, indipendentemente dall’accertamento dell’usura, in tutti i casi in cui la banca chiede, per via giudiziaria, il pagamento di somme relative a finanziamenti sui conti correnti, presentando ai giudici un saldaconto palesemente errato, per le note “irregolarità” commesse dalle banche nel calcolo degli interessi a debito del cliente (anatocismo, tassi ultralegali, valute e cms non pattuite).

Tribunale di Venezia, Sez. Civ. Ordinanza 06/10/2016, n. RG 4547/2016

Tribunale di Venezia, Sez. Civ. Ordinanza 06/10/2016, n. RG 4547/2016 – Pres. Rel. G.Zanon

Sospensione dell’esecuzione

 Si ringrazia l’avv. Lorenzo Zanella per la segnalazione del provvedimento e per la redazione del commento.

Il Tribunale di Venezia (se pur nell’ambito di una richiesta di sospensione e, quindi, in via sommaria) ritiene di sospendere l’esecuzione intrapresa dall’istituto di credito. Il presupposto dell’azione è il particolare strumento del “mutuo edilizio” che BHW, istituto di credito tedesco, ha commercializzato in Italia nel passato.

Su sollecitazione dei reclamanti (che avevano visto rigettate le richieste avanti al GIudice dell’Esecuzione) il Tribunale aderisce a due osservazioni: vi è un dubbio che ad essere azionato sia realmente l’atto notarile (come prescritto dall’art. 474 c.p.c.) e non delle scritture private. L’operazione finanziaria, infatti, si struttura in due fasi: la prima a mezzo scritture private tra le parti, la seconda avanti al notaio, per il riconoscimento del debito e la concessione di ipoteca. Ma l’incongruenza tra le clausole di questo e di quelle rende incerto se, in effetti, il titolo esecutivo sia l’atto notarile. Il secondo profilo, invece, attiene alla meritevolezza ex art. 1322 c.c. Probabilmente facendo leva su recenti pronunce della Suprema Corte (ex pluris Cass.Civ. 2900/2016), richiamate dalla difesa, il Tribunale svolge un preliminare giudizio negativo sul prodotto ceduto ai clienti. La combinazione tra un contratto di risparmio ed una opzione per concessione di un mutuo futuro risulta sospetta laddove, come nel caso di specie, si aggiunga l’immediata erogazione di denaro.

Esito: Favorevole cliente

 

Luciano Galloni, presidente La Perizia srl, alle premiazioni 2016

Premiazioni 2016 tra consuntivi, programmi e la presentazione del libro fotografico.

consegna libro

Salò – La consueta assemblea di fine stagione della Classe Protagonist 7.50 si è svolta sabato 22 ottobre nella prestigiosa Sala dei Trofei della Canottieri Garda Salò.

L’Associazione archivia il 2016 con un gruppo di 34 scafi attivi nelle regate, una presenza media di oltre 18 imbarcazioni alle Sailing Series e 29 equipaggi presenti al Campionato Nazionale di Limone sul Garda.

Durante la riunione gli armatori hanno approvato il calendario 2017 sottoposto all’approvazione del Consiglio della XIV Zona Fiv e la data del prossimo Campionato Nazionale, quello del ventesimo compleanno dell’Associazione, previsto a Gargnano dal 22 al 24 settembre 2017.

L’assemblea è stata anche l’occasione per presentare il libro fotografico “Protagonist 7.50 visti da Carlo Borlenghi”, nato dall’incontro della classe con il grande fotografo di vela in occasione del campionato di Limone. La presidente Marina Guerra, a nome di tutta la Classe, ha donato la prima copia del volume a Luciano Galloni, tra gli ideatori del monotipo progettato da Luigi Badinelli. Il libro è in vendita nel negozio online di Blurb.com.

Durante la cena seguita alla riunione sono stati premiati i vincitori dei circuiti 2016.

Per le Sailing Series nella classifica overall 1° Il Peso della Farfalla di Roberta De Munari, 2° El Moro di Luca Pavoni, 3° Luca di Luciano Avesani.

La classifica dei timonieri-armatori ha visto premiati nell’ordine Andrea Taddei(Whisper), Andrea Barzaghi (Yerba del Diablo), Lorenzo Tonini (General Lee),Giovanni Panzera (Geronimo) e Antonio Scialpi (MMAHHI piu!).

Per il campionato Long DIstance, premiati nell’ordine,Nexis 2 di Luca Brighenti, primo anche anche tra i timonieri-armatori, General Lee di Lorenzo Tonini e Gattonedi Massimiliano Docali.

La Cassazione si pronuncia su anatocismo e usura

Corte di Cassazione , Sez. Civ. I, 17/08/2016, n. 17150

Pres. M.C. Giancola, Rel. F.A. Genovese
La Cassazione si pronuncia su anatocismo e usura

Diritto Bancario – usura – contratto usurario
In tema di interessi usurari le norme che prevedono la nullità dei patti contrattuali che determinano la misura degli interessi in tassi così elevati da raggiungere la soglia dell’usura (introdotte con l’art. 4 l. 17 febbraio 1992 n. 154, poi trasfuso nell’art. 117 d.lgs. 1° settembre 1993 n. 385, e con l’art. 4 l. 7 marzo 1996, n. 108), pur non essendo retroattive, in relazione ai contratti conclusi prima della loro entrata in vigore, comportano l’inefficacia ex nunc delle clausole dei contratti stessi sulla base del semplice rilievo operabile d’ufficio anche dal giudice che il rapporto giuridico non si sia esaurito prima ancora dell’entrata in vigore di tali norme e che il credito della banca non si sia cristallizzato precedentemente.
Esito: Favorevole cliente

Diritto bancario – interessi – anatocismo
Nelle controversie relative ai rapporti tra la banca ed il cliente correntista, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito regolato in conto corrente e negoziato dalle parti in data anteriore al 22 aprile 2000, una volta che il giudice abbia dichiarato la nullità di detta clausola, egli non può applicare la capitalizzazione annuale degli interessi perché questi, in conseguenza di quella declaratoria, si sottraggono a qualunque tipo di calcolo capitalizzato.
Esito: Favorevole cliente

http://www.almaiura.it/allegati/222_Cass_17150_2016.pdf